giovedì 29 dicembre 2011

Le camicie rosse ne fecero di tutti i colori


di Mario Avagliano

Che tipi quei Mille che fecero l’Italia! 
Ribaldi, avventurieri, bastian contrari. In una parola, garibaldini. Dopo la spedizione del 1860, ne fecero di tutti i colori, continuando a scorazzare per il mondo. Chi finì in Patagonia e chi a Sumatra. Chi diventò sindaco di Roma (Luigi Pianciani) e chi aderì ultraottantenne al fascismo (il bergamasco Luigi Bolis). Gli ultimi due dei Mille, Egisto Sivelli, negoziante genovese di filigrane, e Francesco Grandi, docente che aveva scelto la bella Sorrento come sua patria di elezione, morirono nel 1934, tra saluti romani e gagliardetti fascisti. 

mercoledì 21 dicembre 2011

Bidussa, Anna Foa e il “buon uso della memoria”


Le riflessioni di David Bidussa

“Il capo dei coppieri, invece di ricordarsi di Giuseppe, lo dimenticò”. E’ il verso con cui si chiude la parasha di Vayeshev che abbiamo letto ieri. Poi si ricorda (saranno i primi versi della parashà di Mikkets che leggeremo il prossimo shabbat). Si ricorda perché si ripete la stessa situazione: qualcuno sogna, si domanda il significato del sogno, nessuno riesce a dare una spiegazione, qualcuno la darà. 
E’ evidente che se qualcuno si dimentica, non si ricorda.

lunedì 19 dicembre 2011

Roma occupata 1943-1944: minacce e promesse messe al muro


di Mario Avagliano

Le vicissitudini di Roma durante l’occupazione nazista e negli anni dell’ultima guerra si possono “leggere” in filigrana anche attraverso i manifesti, bandi, proclami, ordinanze e avvisi affissi all’epoca sui muri della capitale. È il tema del catalogo Messi al muro. I manifesti conservati nel Museo storico della Liberazione (edizione Il Granatiere), pubblicato di recente a cura di Alessandra Olivieri, con un’introduzione di Antonio Parisella, presidente del Museo, che raccoglie il fondo conservato nella struttura di via Tasso.

La fiera Resistenza dei ferrovieri romani



di Mario Avagliano

I nove terribili mesi dell’occupazione tedesca di Roma tra il settembre 1943 e il giugno 1944, caratterizzati dalle violenze delle SS naziste e delle bande fasciste e da fame, rastrellamenti, deportazioni e fucilazioni, ma anche da episodi eroici di resistenza armata o civile, hanno segnato la storia della capitale nel profondo e sono tuttora al centro della ricerca storiografica. Dopo la pubblicazione di Senza fare di necessità virtù (Einaudi), le memorie del gappista Rosario Bentivegna, protagonista dell’azione di via Rasella, un nuovo studio rivela dettagli inediti di quel periodo, mettendo in luce il contributo alla resistenza dei ferrovieri romani, che già negli anni Venti avevano svolto ampia attività antifascista, subendo licenziamenti e arresti. E’ il bel lavoro di Massimo Taborri Antifascismo e Resistenza tra i ferrovieri del Compartimento di Roma (edito dall’Anpi Roma-Lazio), che sarà presentato oggi alle 17.30 alla Casa della Memoria da Massimo Rendina e Aldo Luciani.

mercoledì 14 dicembre 2011

Anpi Roma: "Governo sciolga associazioni che si richiamano al fascismo"

In Italia e in particolare a Roma e nel Lazio c’è un rigurgito di neo-fascismo preoccupante e pericoloso, che si accompagna a gravissimi episodi di razzismo, di antisemitismo e di xenofobia, alimentati anche dalla crisi economica in cui versano l’Europa e il nostro Paese.

martedì 13 dicembre 2011

Ebrei e fascisti moderni


di Dario Calimani


Una volta c’erano i fascisti. Ora invece, o perché sono amici di Israele o perché sono amici degli ebrei, o perché sono gentili con noi, i fascisti non ci sono più. E gli ebrei legano con fascisti vecchi e nuovi che sono sempre uguali a se stessi. E sono fascisti per pensiero, per amicizie, per ideologia e politica, e per il vizio mai smesso dell’abito discriminatorio.

venerdì 9 dicembre 2011

Pio XI: il fascismo «illecito» ai cattolici

di Angelo Picariello

Quel giorno che Pio XI pronunciò la condanna formale del fascismo. Avvenne nel concistoro segreto del 23 luglio 1931, nel pieno dello scontro col regime sull’Azione Cattolica. Il 29 maggio c’era stata la chiusura dei circoli, che aveva indotto il Papa a promulgare l’enciclica Non abbiamo bisogno in cui parlava esplicitamente di «statolatria pagana». Ma il Direttorio del partito invece di indietreggiare aveva assunto, il 9 luglio, un’ulteriore iniziativa sancendo l’incompatibilità fra iscrizione al fascismo e all’Azione Cattolica.

«La fonte di Mazzacane. Quanno ri tideschi ammazzarono all’intrasatta».

di Giovanni Preziosi

«La fonte di Mazzacane. Quanno ri tideschi ammazzarono all’intrasatta». S’intitola proprio così l’avvincente romanzo abilmente scritto da Enzo Antonio Cicchino per i tipi di Laruffa editore, nel quale si mescolano in un caleidoscopio di emozioni l’arte della scrittura con quello della pittura. L’Autore, infatti, dipinge su carta il tormentato paesaggio molisano nell’immediato Dopoguerra. Sono colori densi e in chiaroscuro, talvolta pastosi, quelli che ci descrivono gli animi degli abitanti di Gavena, un piccolo centro dell’entroterra molisano che rappresenta  simbolicamente un cono d’ombra confitto nel mondo sannitico. Sullo  sfondo si svolge la storia narrata con raffinato stile letterario dall’Autore che si svolge durante gli anni roventi del secondo conflitto  mondiale nei quali la sofferenza e i disagi causati dalla guerra ha lasciato negli animi di ognuno un segno indelebile.

mercoledì 7 dicembre 2011

De Cataldo, il Risorgimento dai traditori agli eroi

di Mario Avagliano

Il Risorgimento di Giancarlo De Cataldo passa da I traditori, titolo del suo romanzo storico sull’epopea unitaria, agli eroi. E ritrae mirabilmente tre italiani che sacrificarono se stessi per un’utopia: Il maestro il terrorista il terrone (Laterza, pp. 135, euro 14).

martedì 6 dicembre 2011

Le persecuzioni a Praga in un documento inedito del 1745

di Mario Avagliano

Le leggi razziali e la Shoah hanno purtroppo precedenti sanguinari nell’Europa cristiana. Anche prima del secolo buio, il Novecento, la storia degli ebrei nel vecchio continente è stata caratterizzata, com’è noto, da massacri, espulsioni di massa, discriminazioni, umiliazioni, violenze. A testimoniarlo è tra l’altro un eccezionale documento del 1745, inedito, inviato dalla comunità ebraica di Praga ai correligionari della comunità ebraica di Venezia, che è stato ritrovato di recente dal collezionista Gianfranco Moscati (frutto della donazione della signora Nidia Varadi e delle sue figlie) e che sarà versato al futuro Museo Nazionale dell'Ebraismo Italiano e della Shoah di Ferrara. (Pagine Ebraiche, n. 12, dicembre 2011, p. 36)

Gramsci, un comunista divenuto globale

di Mario Avagliano

Non è ancora al livello di Che Guevara, ma poco ci manca. L’italianissimo Antonio Gramsci (1891-1937), fondatore del partito comunista e autore dei Quaderni dal carcere (scritti nel periodo di prigionia sotto il regime fascista), il pensatore marxista meno dogmatico del Novecento, è diventato un’icona a livello planetario, tanto da essere utilizzato pro o contro Obama nella campagna delle presidenziali americane o addirittura da ispirare canzoni hip-hop di protesta cantate nei ghetti neri Usa. Con la differenza che nelle metropoli del globo, da New York a Londra fino a Nuova Delhi, a circolare non sono le magliette e gli adesivi col suo volto, ma le sue idee sull’egemonia culturale, il senso comune, il conflitto di classe, l’intellettuale organico.

lunedì 5 dicembre 2011

Reparto P, così il fascismo trasformava in una vittoria la disfatta in Russia

Una squadra di professionisti dell’informazione con una missione speciale: approfittare dell’occasione storica che si presenta per risollevare il consenso del fascismo. Ma anche capaci, poi, di trasformare una disfatta in una vittoria - almeno sulla carta stampata. Per i corrispondenti di guerra italiani chiamati a seguire la campagna di Russia, il ministero della Cultura popolare pensa a qualcosa di unico e il Comando supremo del Regio Esercito trova la formula che sembra più adatta: nasce così nel luglio 1941 la Sezione P, cioè Propaganda, del Corpo di spedizione italiano, poi Reparto P dal giugno ’42 quando al Csir succederà l’Armir. La ricostruzione di questa pagina poco nota della Seconda guerra mondiale è contenuta nell’ultimo numero di Nuova storia contemporanea, la rivista diretta da Francesco Perfetti, in un articolo di Fabio Fattore, già autore di altri studi sulla storia del giornalismo di guerra (Le Lettere, Mursia, Sugarco) dal titolo «I corrispondenti di guerra italiani e la campagna di Russia».

giovedì 1 dicembre 2011

Caro diario, ti racconto la storia d’Italia

Memorie private per ricostruire vicende pubbliche: dall'Archivio di Tutino alle grandi case editrici

di Mario Avagliano

Quanto scrivevano gli italiani nel secolo breve! L'odore del Novecento, come è intitolato il bel libro di Luciano Trincia (Gangemi 2011, pp. 143, euro 14,50), costruito sull’epistolario e i diari di una famiglia italiana residente tra l’Umbria, Roma, Napoli e Cava de’ Tirreni, era quello dell'inchiostro dei calamai e della carta da lettera.