Cari amici,
io e il collega Marco Palmieri siamo nella fase finale di redazione di una nuova ricerca sulle lettere e i diari dei deportati politici e dei lavoratori coatti, dalle carceri, dalle tradotte ferroviarie e dai lager italiani o del Terzo Reich.
martedì 29 marzo 2011
lunedì 28 marzo 2011
Il Papa Benedetto XVI e il rabbino Di Segni alle Fosse Ardeatine si fermano davanti alla tomba di Montezemolo
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| Giuseppe Montezemolo |
E' stato un "grande giorno", per ebrei e cattolici. Così diversi familiari delle vittime dell'eccidio delle Fosse Ardeatine, avvenuto nel marzo del 1944, hanno commentato la visita di papa Benedetto XVI nel luogo in cui avvenne la tragedia. "Una grande emozione - ha detto uno di loro - vedere il papa qui. Per noi è un grande giorno che non dimenticheremo facilmente". "Le Fosse Ardeatine sono un luogo di memoria condivisa e dolorosa per tutti, in particolare per i cittadini romani'', ha detto il rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni a conclusione della visita del papa Benedetto XVI alle Fosse Ardeatine. ''Qui sono morti 76 ebrei - ha aggiunto - ma la maggioranza delle vittime sono di fede cristiana. L'incontro ha perciò un significato del tutto particolare: questo e' il luogo in cui noi veniamo a condividere un triste ricordo e una memoria spaventosa".
sabato 26 marzo 2011
Ebrei di Libia, l'orgoglio e la ferita
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| Libia 1943 |
Coexistence, Persecution, Resettlement. Il sottotitolo dello studio di Maurice Roumani, riassume con efficacia le tre fasi che hanno scandito la storia recente degli Ebrei di Libia: dalla coesistenza - di antica data ma sempre faticosa e precaria - all’occupazione italiana alle leggi razzial, alle vicende della guerra e alle violenze di massa fino alle difficoltà del nuovo insediamento, in Israele dapprima ed in Italia infine. Tra il 1949 ed il 1952 circa il 90 per cento dei 36 mila ebrei libici emigra in Israele, mentre è del 1967 l’esodo finale in Italia: il cerchio si chiude simbolicamente il 10 ottobre 2003, quando Rina Debash, ultima presenza ebraica in Libia, ottiene il permesso di lasciare Tripoli, epilogo che recide definitivamente una storia secolare. con la tesi che l’autore – nato a Bengasi e vissuto in Libia fino al 1961, ora Associate Professor di Political Science and the Middle East all’Università Ben Gurion – dichiara fin dalle prime pagine. Se altre minoranze hanno potuto continuare a vivere nel Medio Oriente, sia pure in conflitto con la maggioranza e costituendo una costante spina nel fianco per gli stati arabi, la minoranza ebraica in Libia, così come altre minoranze ebraiche in paesi arabi e musulmani, non avrebbe in nessun modo potuto sopravvivere all’assalto del nazionalismo arabo e del panislamismo se non abbandonando il proprio paese d’origine.
venerdì 25 marzo 2011
Memorie (e immagini) dell'eccidio delle Ardeatine: un articolo di Stefano Mannucci
Quando il 23 marzo 1944 vi fu l’attentato gappista in via Rasella di Roma, in cui furono uccisi una trentina di soldati appartenenti alla 11° compagnia del terzo battaglione delle SS Polizei Regiment Bozen, le PK (così venivano chiamati i fotografi tedeschi delle Propaganda Kompanien dell'esercito, dell'aviazione, della marina e della Waffen SS presso le quali erano appunto dislocati) fotografarono le fasi del rastrellamento, riprendendo un sottoufficiale del comando di Roma intento ad esaminare i resti della bomba, ma soprattutto immortalando i militari altoatesini del Polizei-Battaillon Bozen pattugliare la strada con le spalle al muro ed i fucili puntati alle finestre delle case, che furono crivellate di proiettili dai militari. Il battaglione, che da quindici giorni era solito percorrere quel tragitto, era composto da 156 uomini. Per la precisione, i morti totali dell’attentato furono trentatre. Trentadue soldati morirono immediatamente od entro poche ore, un altro soldato morì il giorno seguente. Come rappresaglia, furono 335 le persone uccise nella strage delle Fosse Ardeatine, ordinata dal colonnello Kappler.
mercoledì 23 marzo 2011
Fosse Ardeatine, identificate altre due vittime. La storia del partigiano ebreo Marco Moscati
di Mario Avagliano
Sessantasette anni dopo il terribile eccidio nazista del 24 marzo 1944 alle Fosse Ardeatine, altri due martiri hanno un nome e cognome. Un ebreo e un cattolico. Il partigiano Marco Moscati, stretto collaboratore di Pino Levi Cavaglione, comandante delle Bande dei Castelli, e il militare Salvatore La Rosa, siciliano, entrato in clandestinità dopo l’8 settembre e poi tradito a Roma da una spiata che lo aveva fatto rinchiudere a Regina Coeli.
Sessantasette anni dopo il terribile eccidio nazista del 24 marzo 1944 alle Fosse Ardeatine, altri due martiri hanno un nome e cognome. Un ebreo e un cattolico. Il partigiano Marco Moscati, stretto collaboratore di Pino Levi Cavaglione, comandante delle Bande dei Castelli, e il militare Salvatore La Rosa, siciliano, entrato in clandestinità dopo l’8 settembre e poi tradito a Roma da una spiata che lo aveva fatto rinchiudere a Regina Coeli.
David Bidussa: Italia 150 - Senza una data in cui riconoscersi
Una nazione che riconosce con molta riluttanza la sua data di fondamento ha un problema sia con il suo passato, sia con il suo futuro. La scelta del governo di dichiarare il 17 marzo giornata in memoria del compimento del processo risorgimentale è stata ufficializzata il 20 gennaio scorso. Ma sono significative le precisazioni di Gianni Letta: il 17 marzo sarà festa nazionale, ma solo per quest’anno.
Neanche in occasione del centocinquantesimo anniversario che cade in questo 2011 il Risorgimento riesce insomma a trovare un posto stabile nel calendario civile nazionale.
Neanche in occasione del centocinquantesimo anniversario che cade in questo 2011 il Risorgimento riesce insomma a trovare un posto stabile nel calendario civile nazionale.
Via Rasella e Fosse Ardeatine 23-24 marzo 1944: una bibliografia
23 marzo 1944. Alle 15,30 Carlo Borsani, cieco di guerra, medaglia d'oro, celebra, nel salone di un palazzo in via Veneto, la nascita del fascismo, avvenuta 25 anni prima a Milano, in piazza San Sepolcro. E' una giornata senza nuvole, con il sole splendente. In mattinata i gerarchi e le autorità germaniche avevano assistito alla messa nella chiesa di Santa Maria della Pietà e deposto corone alle lapidi dei caduti fascisti in Campidoglio e al Verano. Borsani ha cominciato da poco a parlare quando, alle 15.52, si interrompe a causa del forte boato che rompe l'aria.
martedì 22 marzo 2011
Richard Wagner, antisemita ante litteram
Wagner, svolte pericolose
di Mario Avagliano
Richard Wagner antisemita ante litteram? Anticipatore delle folli teorie di Hitler sulla soluzione finale del problema ebraico? Sembrerebbe proprio di sì. Almeno è quanto sostiene lo studioso Nicola Montenz in Parsifal e l’Incantatore (Archinto, 304 pagine, 16 euro), bel saggio uscito in questi giorni sul talentuoso compositore, amato dai melomani di tutto il mondo (ma bandito in Israele) e di cui nel 2013 si celebrerà il bicentenario della nascita.
lunedì 21 marzo 2011
Pena, paura, coraggio: la Spoon River degli ebrei italiani
Su Avvenire del 19 marzo 2011, Giovanni Grasso ha scritto una lunga e appassionata recensione del libro "Gli ebrei sotto la persecuzione in Italia. Diari e lettere 1938-1945" (Einaudi).
Eccone un brano:
Il sito del libro
Eccone un brano:
"Con questa antologia Avagliano e Palmieri compiono un'operazione storica e culturale di grande rilievo. Le voci straziate, dei vinti, dei perseguitati interpellano, a distanza di decenni, la nostra coscienza di uomini. E fanno piazza pulita, più di tanti pur necessari pamphlet e conferenze, dei ricorrenti tentativi, a livello storico o politico, di ridimensionare, minimizzare, rimuovere le responsabilità che il regime fascista e molti italiani hanno avuto nel cooperare attivamente all'attuazione del delirante progetto nazista di sterminare tutti gli ebrei d'Europa".Leggi il testo integrale della recensione
Il sito del libro
Nuove tappe del tour della memoria della persecuzione degli ebrei in Italia
Fitto il calendario di presentazione del libro Gli ebrei sotto la persecuzione in Italia. Diari e lettere 1938-1945 di Mario Avagliano e Marco Palmieri (Einaudi 2011).
Le prossime tappe del tour toccheranno le seguenti città:
- Palermo (4 aprile), ore 16, Circolo del Banco di Sicilia (via Rosolino Pilo 33). Intervengono Lino Buscemi, Rita Bacchi, Lucia Vincenti
- Salerno (9 aprile), ore 9, Liceo Scientifico "Leonardo da Vinci" - ore 11, Liceo Scientifico "Severi"
- Torino (28 aprile), ore 21, Comunita Ebraica di Torino (piazzetta Primo Levi 12). Interviene Giulio Disegni
- Cava de' Tirreni (29 aprile), ore 9, Liceo Classico "Marco Galdi"
- Nocera Inferiore (29 aprile), ore 11, Liceo Magistrale "Galizia"
- Benevento (30 aprile), ore 9, Liceo Scientifico
- Benevento (30 aprile), ore 19, Libreria Luidig e Punto Einaudi (Corso Garibaldi, Palazzo Collenea)
- provincia Frosinone (30 aprile)
- Ferrara (8 maggio), in occasione del Festival del Libro Ebraico
Le prossime tappe del tour toccheranno le seguenti città:
- Palermo (4 aprile), ore 16, Circolo del Banco di Sicilia (via Rosolino Pilo 33). Intervengono Lino Buscemi, Rita Bacchi, Lucia Vincenti
- Salerno (9 aprile), ore 9, Liceo Scientifico "Leonardo da Vinci" - ore 11, Liceo Scientifico "Severi"
- Torino (28 aprile), ore 21, Comunita Ebraica di Torino (piazzetta Primo Levi 12). Interviene Giulio Disegni
- Cava de' Tirreni (29 aprile), ore 9, Liceo Classico "Marco Galdi"
- Nocera Inferiore (29 aprile), ore 11, Liceo Magistrale "Galizia"
- Benevento (30 aprile), ore 9, Liceo Scientifico
- Benevento (30 aprile), ore 19, Libreria Luidig e Punto Einaudi (Corso Garibaldi, Palazzo Collenea)
- provincia Frosinone (30 aprile)
- Ferrara (8 maggio), in occasione del Festival del Libro Ebraico
- Firenze (19 maggio), ore 17, presso la Sala Pistelli di Palazzo Medici Riccardi (via Cavour 1). Intervengono Alberto Cavaglion e Michele Sarfatti
- Torre Pellice (8 luglio), ore 17, Fondazione Centro Culturale Valdese. Intervengono Gloria Arbib, Fabio Levi e Giorgio Rochat.
Per l'organizzazione di altre date, si prega di contattare mario_avagliano@yahoo.it o marcopalmieri.mp@gmail.com
sabato 19 marzo 2011
1911-2011: Tripoli bel suol d'amore, cent'anni dopo la storia (e la guerra) si ripetono
"Tripoli bel suol d'amore". Era il 28 settembre 1911 quando l'ambasciatore italiano a Costantinopoli consegnava l'ultimatum dell'Italia all'Impero Ottomano, che aveva il possesso di Tripolitania e Cirenaica. Il giorno dopo il presidente del Consiglio Giovanni Giolitti, pur non avendo il consenso del Parlamento (ancora in vacanza), dichiarava guerra alla Turchia e l’Italia partiva alla conquista dell'Africa. In appena un anno, il 18 ottobre 1912, a seguito del trattato di pace di Losanna, la Libia da provincia ottomana era diventata colonia italiana e Gabriele D'Annunzio poteva cantare la gioia della conquista "d'Oltremare".
Ancora sui presunti Diari di Mussolini: il giallo sta per essere svelato
Il giallo sull'autenticità dei Diari di Mussolini pubblicati da Bompiani e a ruota dal quotidiano Libero sta per essere svelato. Per i dettagli, appuntamento prossimamente in edicola con un mio articolo su Il Messaggero....
venerdì 18 marzo 2011
Galante Oliva, il 1° maggio, lavoro, pane e libertà (Il Mattino 16 marzo 2011)
| Nocera Inferiore, 1° maggio 1951 |
Nella storia del Meridione ci sono personalità della politica e del sindacalismo del Novecento che, pur avendo salde radici nei territori di origine, con le loro idee, le loro battaglie, la loro lezione morale, hanno travalicato i confini locali. Uno di questi è il nocerino Galante Oliva, classe 1932.
Hessel, l'ex partigiano che invita ad indignarsi: mio articolo sul Messaggero di oggi
Quando si dice la forza dell’indignazione. E’ sbarcato anche in Italia Indignatevi! (Add editore, pagine 62, euro 5), il best seller di Stéphane Hessel, ex partigiano francese di 93 anni, che traccia l’elogio della passione politica e invita i giovani ad indignarsi contro le ingiustizie del mondo e le storture della globalizzazione. Un libro che ha scosso la coscienza dei cugini d’oltralpe. Ed è diventato un caso editoriale senza precedenti. Un milione di copie vendute in appena quattro mesi, all’inizio grazie al semplice passaparola, senza sofisticate strategie di marketing.Cazzullo, l'anti-Pansa della Resistenza e del Risorgimento
Otto ristampe in pochi mesi. Quota centomila copie quasi raggiunta. Viva l'Italia! Risorgimento e Resistenza: perché dobbiamo essere orgogliosi della nostra nazione di Aldo Cazzullo, pubblicato per i tipi della Mondadori, è ormai un bestseller della Memoria. Meritatamente, aggiungerei. Per la forza dei contenuti, che mettono finalmente in discussione la vulgata storica corrente, il mito del fascismo buono e della Resistenza cattiva, dei bravi ragazzi di Salò e dei partigiani assassini. Ma anche per l'intelligente formula divulgativa scelta da Cazzullo, che racconta tante microstorie che compongono insieme la Grande Storia, attraverso fatti, personaggi, parole, lettere dimenticate. giovedì 17 marzo 2011
Auguri Italia: tre video per ricordare e festeggiare la nostra storia
Viva l'Italia di Francesco De Gregori
Buona notte all'Italia di Luciano Ligabue
Benigni, l'Unità d'Italia e l'Inno di Mameli
Uniti almeno un giorno: orgoglio italiano
L'editoriale di oggi del Corriere della Sera L'Italia che oggi arriva al suo 150° compleanno, e lo celebra in Parlamento e nelle piazze, è un Paese su molti aspetti diviso. Dalla storia, e dalla geografia. Sulla memoria storica, e sugli interessi territoriali. Ma è un grande Paese, che può essere orgoglioso del contributo di bellezza, sapere, lavoro che con i suoi artisti, scienziati, emigranti ha dato all'umanità. Il Paese degli ottomila Comuni, che a ogni collina cambia accento, paesaggio, costumi e prodotti, ma che mantiene una vocazione universale: la classicità e la cristianità, i Cesari e i Papi; il Rinascimento, con cui insegnò al mondo a raffigurare e pensare le cose, e il Risorgimento, con cui si riaffacciò sulla scena internazionale.
Perciò oggi è giusto festeggiare, tutti insieme; senza che questo implichi essere tutti d'accordo, condividere la stessa idea dell'Italia.
Viva l'Italia! questa sera a Roma in teatro. Commozione assicurata!
Viva l'Italia! di Aldo Cazzullo approda in teatro a Roma. E lo fa significativamente proprio il giorno dei 150 anni di Unità del Paese. Un viaggio per immagini e musiche dell'epoca, suoni e parole che ripercorre le pagine luminose della nostra vicenda nazionale: il Risorgimento, la Grande Guerra, la Resistenza. Alla riscoperta dell'orgoglio di essere italiani e del "meglio della nostra storia", come ha invitato a fare il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Lo spettacolo allestito dal Teatro Stabile di Verona, che ha debuttato con successo a Casalgrande (Reggio Emilia), sarà rappresentato questa sera alle ore 21 al Teatro Ambra alla Garbatella, in piazza Giovanni da Triora 15, con ingresso libero. Claudio Bigagli, l’attore del film Oscar Mediterraneo, Michele Ghionna del Teatro Stabile di Verona, l’italo-danese Marianna Dal Collo leggeranno brani del libro, Sabrina Reale accompagnerà al pianoforte. Verrà ricordato anche Carlo Orelli, l’ultimo fante della Grande Guerra, romano della Garbatella, morto a 109 anni, e saranno rievocati i fatti, gli eroi e le eroine della Repubblica Romana. Io ci sarò. Commozione assicurata!
mercoledì 16 marzo 2011
150 anni: non ci si può gloriare al sole della nostra storia migliore e cancellare il buio
Sul Sole 24 Ore Gianni Riotta firma il suo ultimo pezzo come direttore del giornale e fa gli auguri all'Italia: "Festeggiando le nostre 150 candeline ricordiamo anche con umiltà e compassione quelle che rappresentano anni e scelte oscure dei nostri antenati, i giorni della dittatura, dell'ingiustizia, della povertà. Non ci si può gloriare al sole della nostra storia migliore e cancellare il buio. Essere italiani vuol dire riconoscere e farsi carico di ogni giorno del passato, la felicità del 25 aprile della Liberazione e del 2 giugno della Repubblica come i giorni dell'odio: sempre la sofferenza distilla saggezza". Giusto! Ne indico tre di pagine nere della nostra vicenda nazionale su cui ancora riflettere dal punto di vista storico: il fascismo, di cui vantiamo la triste primogenitura nel mondo; la persecuzione degli ebrei, di cui ancora fatichiamo a riconoscere le responsabilità italiane; le manchevolezze e le deficienze del processo unitario nel Meridione, che hanno generato l'eterna questione meridionale...
martedì 15 marzo 2011
Il rimpianto di Tullia Zevi e dei padri della Repubblica
Anna Foa su Pagine Ebraiche: "Ascoltando le parole dedicate a Tullia Zevi ieri a Roma, in un Centro bibliografico affollatissimo e attento, ascoltando le sue stesse parole pronunciate solo pochi anni fa, nel 2006, in un bel video realizzato da Sorgente di Vita, saliva forte il rimpianto per la sua perdita, e insieme per la scomparsa di una generazione, quella di Tullia, che sentiamo di non essere capaci di rimpiazzare. Forse, questa sensazione di solitudine di fronte alla scomparsa dei nostri padri e delle nostre madri è qualcosa di comune, naturale. Ma ho la sensazione che da qualche parte si sia interrotta la catena della trasmissione dei valori e del sapere fra le generazioni. Che la generazione successiva a Tullia, cioè la mia, abbia fallito nel trasmettere, nel suscitare emozioni e passioni, nell'esercitare insomma la sua funzione in questa catena delle generazioni. domenica 13 marzo 2011
Risorgimento: i neoborbonici e le amnesie sul Sud e i Mille di Garibaldi
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| 7 settembre 1860: Garibaldi entra a Napoli |
Il 150° dell'Unità d'Italia, dal punto di vista storico-politico, ha segnato una rivincita del Sud. Ne costituiscono una testimonianza il sorprendente successo di vendite di Terroni di Pino Aprile e l'uscita di saggi come Il sangue del Sud di Giordano Bruno Guerri, Gli ultimi giorni di Gaeta di Gigi di Fiore, I prigionieri dei Savoia di Giuseppe Novero. Questi libri hanno consentito di riesaminare alcune pagine nere della storia italiana, come l'assedio di Gaeta, le deportazioni dei meridionali ed alcuni violenti eccidi di cui si macchiò l'esercito sabaudo, a partire dalla strage di Pontelandolfo, nel Beneventano, del 14 agosto 1861. Guardando con occhio diverso anche alle "ragioni" sociali della rivolta dei briganti (le misere condizioni di vita del popolo, la mancata distribuzione delle terre, il forte aumento della tassazione, la leva obbligatoria), sulle quali si erano peraltro già espressi illustri studiosi della questione meridionale, da Guido Dorso a Gramsci.
Ma se è giusto sottoporre ad un sano "revisionismo" la vulgata storica dei vincitori, d'altro canto le vicende di quegli anni non possono essere riscritte ad uso esclusivo dei vinti, come ad esempio si è fatto per il fascismo, Salò e la Resistenza.
venerdì 11 marzo 2011
Le mie riflessioni sui diari di Mussolini e il mito del fascismo buono
In una trasmissione a più voci come "Agorà", e con poco tempo a disposizione, è impossibile esprimere opinioni articolate e organiche. Per chi fosse interessato, ecco le mie riflessioni sui Diari di Mussolini (veri o presunti), sulla loro pubblicazione e sul mito del "fascismo buono" e degli "italiani brava gente"...
giovedì 10 marzo 2011
I diari di Mussolini e il mito del fascismo buono
Di ritorno da "Agorà", su Rai 3, dove ho dibattuto con Giordano Bruno Guerri, Enrico Menduni e Francesco Borgonovo sui presunti diari di Mussolini. Sono sempre più convinto che siamo arrivati al paradosso che oggi il vero revisionismo non consiste nel dire che il fascismo non era poi tanto cattivo, ma nel dire che non era poi tanto buono…
Link video trasmissione Agorà
Link video trasmissione Agorà
lunedì 7 marzo 2011
C’è ancora democrazia in Occidente? La Biennale Democrazia 2011 riflette sul potere delle oligarchie... Mio articolo su il Messaggero del 7 marzo 2011
L'interesse dei pochi, le ragioni dei molti
di Mario Avagliano
C’è ancora democrazia in Occidente? Oppure la vita pubblica dell’Italia e delle altre Nazioni del Club dei Paesi ricchi è influenzata in modo crescente da potenti oligarchie politiche, economiche e culturali? È il grande interrogativo proposto dall’edizione 2011 di Biennale Democrazia, che si terrà a Torino dal 13 al 17 aprile, coordinata da Gustavo Zagrebelsky e intitolata “Tutti. Molti. Pochi”. Una kermesse che vedrà centocinquanta protagonisti della cultura nazionale e internazionale confrontarsi in cinque giorni di incontri, lezioni, forum, letture e spettacoli, e che sarà aperta da una lectio magistralis del Governatore della Banca d’Italia Mario Draghi e da un’esibizione di Roberto Benigni, che reciterà e commenterà il VI Canto del Purgatorio di Dante.
I ragazzi, le scuole, la Memoria...
Di ritorno dal Liceo "Farnesina" di Roma. Mi piace stare tra i ragazzi, guardare i loro volti e leggere nei loro occhi le emozioni, i pensieri, lo sdegno che provano ascoltando le parole delle vittime della persecuzione e osservando le immagini del mio power-point su quello che accadde in conseguenza delle leggi razziali del '38.
C'è sempre un silenzio "assordante" quando presento il libro nelle scuole. Un silenzio carico di attenzione, coinvolgimento, passione.
Queste nuove generazioni fanno ben sperare. E colgono bene il significato dell'ammonimento di Giacomo Leopardi nello Zibaldone: "Senza memoria l'uomo non saprebbe nulla, e non saprebbe far nulla"...
domenica 6 marzo 2011
Abbracciamo la cultura!!
"La vera terra dei barbari non è quella che non ha mai conosciuto l'arte, ma quella che, disseminata di capolavori, non sa né apprezzarli né conservarli". E' questa la citazione di Marcel Proust scelta dalla movimento "Abbracciamo la cultura" per aprire il proprio manifesto a difesa dei beni culturali italiani. Intorno al Colosseo a Roma è andata in scena una catena umana per raccogliere firme, testimoniare l'impegno dei promotori contro i tagli alla cultura e per dare dignità al lavoro culturale. "Abbracciamo la cultura" chiede di convocare gli stati generali dei beni culturali e del turismo coinvolgendo i ministeri, le Regioni, gli enti locali per aprire un tavolo che affronti i nodi della valorizzazione, promozione e tutela. Perché, ricordano, il patrimonio culturale italiano merita ben più dell'attuale 0,19% del Pil.
Video della manifestazione
Video della manifestazione
Adda passà 'a nuttata! Piccoli segnali di speranza ad Alatri e Frosinone
Ieri belle presentazioni del libro "Gli ebrei sotto la persecuzione in Italia" ad Alatri e Frosinone... "Partigiani" della Cultura come Antonio della Biblioteca Comunale di Alatri, Bruno della Libreria Incontri dell'Einaudi di Frosinone, Mario insegnante ed altri che combattono contro i mulini a vento dei tagli e dell'ignoranza. E tanti ragazzi (del liceo di Alatri) che fanno buon uso del cuore e del cervello, pronti ad agitare i libri nelle piazze (Vecchioni) per far finire la notte del nostro povero Paese... Piccoli segnali di speranza!!!
sabato 5 marzo 2011
La persecuzione degli ebrei in Italia: la verità (senza preconcetti) da lettere e diari. L'articolo-intervista di Igor Traboni su La Provincia di Frosinone
Viene presentato oggi ad Alatri e a Frosinone il libro "Gli ebrei sotto la persecuzione in Italia. Diari e lettere 1938-45" di Marco Palmieri e Mario Avagliano, edito da Einaudi. Ne abbiamo parlato con quest'ultimo. Mario Avagliano, giornalista e storico, autore di altri apprezzati libri prima di questo “Gli ebrei sotto la persecuzione in Italia”, assieme a Marco Palmieri, ha un’autentica passione (oltre ad una simpatica affabilità) per il ‘lavoro’ che fa. E lo si capisce lontano mille miglia quando gli chiediamo di introdurci a questo libro, raccontando come è nata l’idea di scriverlo...
venerdì 4 marzo 2011
Nuove presentazioni del libro a Roma, Frosinone e Alatri
Sabato 5 marzo presento il libro "Gli ebrei sotto la persecuzione in Italia" (Einaudi, 2011) ad Alatri alle ore 11, presso la Biblioteca Comunale, e a Frosinone alle ore 17.00 presso la Libreria Incontri (via Garibaldi 30). Lunedì 7 marzo alle 8,15 al Liceo Scientifico "Farnesina" di Roma...
La storia della persecuzione degli ebrei italiani attraverso le parole delle vittime
La persecuzione degli ebrei in Italia, dalle leggi razziali del 1938 al ritorno dei pochi sopravvissuti dai campi di sterminio tra il 1945 e il 1946, raccontata per la prima volta attraverso la viva voce delle vittime, “registrata” giorno per giorno in centinaia di lettere e diari per lo più inediti dell’epoca. Il libro di Mario Avagliano e Marco Palmieri, pubblicato a fine gennaio da Einaudi col titolo Gli ebrei sotto la persecuzione in Italia. Diari e lettere 1938-1945 (390 pagine, euro 15) e giunto già alla seconda ristampa, ricostruisce l’intera vicenda storica della bufera razziale in Italia attraverso gli scritti coevi, inquadrati da un ampio saggio storico e raccolti in forma di antologia.
Il libro – come scrive Michele Sarfatti nella prefazione – ci consegna “una storia corale di quell’evento, tramite le parole di chi ne fu vittima, fissate sul momento in forma di lettera o diario”. Così, seguendo le annotazioni quotidiane, si va dall’incredulità per il Manifesto e le leggi razziali («Sarò tagliato fuori dalla vita del mio paese che ho tanto amato» scrive il poeta Umberto Saba; «Come è possibile che non sia più ritenuto degno di essere figlio d’Italia?» si domanda un reduce della prima guerra mondiale), alla scelta estrema del suicidio per l’umiliazione e l’emarginazione subita («debbo dimostrare l’assurdità malvagia dei provvedimenti razzisti» è l’ultimo scritto dell’editore modenese Formiggini); dalla reclusione nei campi di internamento italiani («Volentieri mi tramuterei in un uccello per respirare l’aria libera» scrive una bimba a Ferramonti), alla cronaca dal vivo degli eccidi (come all’Hotel Meina) e delle retate (a Roma il 16 ottobre 1943 e in altre città); dalla fuga in Svizzera alla vita in clandestinità, alla partecipazione alla Resistenza, fino alla cattura, alla raccolta nei campi di Fossoli e Bolzano e agli ultimi disperati biglietti lanciati di treni (“Con il cuore afflitto lascio la mia terra natia”, “Siamo in viaggio per terre lontane pieni di fiducia”, “Ti scrivo in treno. Salvatevi!”). Il flusso della scrittura s’interrompe solo con la deportazione e il vuoto che ne deriva è colmato solo in parte dagli scritti dei pochi sopravvissuti durante il ritorno a casa che chiudono il volume (Primo Levi, in una di queste lettere inedite, anticipa i contenuti de La Tregua).
Ne viene fuori un libro che, come osservano i due Autori nell’introduzione, è “un affresco storico che assume un significato particolare anche perché costituito di parole scritte dalle vittime di una persecuzione e di un crimine che il nazifascismo voleva mettere a tacere ed annientare, e che invece sono arrivate fino a noi, lasciandoci traccia tangibile, prova storica inconfutabile e memoria indelebile di ciò che è stato”.
Cercando di non dimenticare che “l’invito di Primo Levi a meditare su ciò che è stato – scrive ancora Sarfatti - vale non solo per ciò che accadde ad Auschwitz, ma per tutto ciò che è documentato dai brani riuniti da Avagliano e Palmieri nelle pagine di questo libro”.
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