giovedì 29 settembre 2011

Certe guerre non finiscono mai: il libro-intervista al reporter Pino Scaccia

Pino Scaccia nella sua lunga carriera di cronista è sempre  stato dentro la notizia per raccontare la verità dietro ai fatti.
Nella sua veste di reporter storico del Tg1 ha seguito tutti gli avvenimenti nazionali e internazionali più importanti degli ultimi vent'anni: dalla prima guerra del Golfo, al crollo dell'Impero sovietico e della Jugoslavia, dall'attentato alle Torri Gemelle di New York alla lotta al terrorismo in Afghanistan e Iraq, fino all'attuale conflitto in Libia.

Rendina: "No all'attacco al 25 Aprile, scenderemo tutti in piazza!"

Video-Intervista su Repubblica.it a Massimo Rendina, Presidente di ANPI Roma e Lazio, Comandante "Max" della XIX Brigata Garibaldi: "No all'attacco al 25 Aprile, scenderemo tutti in piazza!"

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mercoledì 28 settembre 2011

Napoli, la prima città insorta contro i nazisti

di Gabriella Gribaudi

L'insurrezione di Napoli ha inizio ufficialmente tra il 27 e il 28 settembre 1943. E' il rastrellamento degli uomini a segnarne l'inizio nel ricordo dei napoletani. Il 23 settembre, con un'operazione simultanea in centinaia di cittadine e e villaggi campani, erano già stati rastrellati migliaia di uomini e deportati ai lavori forzati in Germania. Il 26 settembre troviamo l'ordine di "catturare con azione improvvisa, la manodopera specializzata" napoletana. (Il Mattino, 27 settembre 2011)

domenica 25 settembre 2011

Roma occupata scelse la Resistenza

di Mario Avagliano

Rosario Bentivegna, detto Sasà, classe 1922, l’anno della marcia su Roma, è da tutti conosciuto come il partigiano travestito da spazzino che il 23 marzo 1944 fece “esplodere una bomba” in via Rasella. Ma la sua vita è stata molto di più. Antifascista giù durante il Ventennio, combatté nel 1944-45 nella Divisione partigiana Italiana Garibaldi in Jugoslavia e nel dopoguerra fu redattore de “l’Unità” e medico-legale dell’Inca-Cgil nelle vertenze a tutela della prevenzione della salute nei luoghi di lavoro, fino all'impegno internazionale a fianco della Resistenza greca durante il “regime dei colonnelli” e alla lunga militanza nel Pci, che lasciò nel 1986.
Bentivegna, in un confronto serrato con la storica Michela Ponzani, ha ripercorso per la prima volta le tappe della sua vicenda umana e politica in un’autobiografia appassionata, Senza fare di necessità virtù. Memorie di un antifascista (Einaudi, 422 pagine, euro 20), uscita oggi in libreria. (Il Messaggero, 24 settembre 2011)

martedì 20 settembre 2011

Il Golpe inglese, Londra vs Roma nelle trame della Guerra Fredda

di Filippo Ceccarelli


"Dio stramaledica gli inglesi!" tuonava il conduttore radiofonico fascista Mario Appellius durante la Seconda Guerra Mondiale. E tuttavia, poco inclini come sono all'enfasi, sempre gli inglesi ripagarono gli italiani - e ancora continuano - aspettandosi da loro il peggio; e quindi mai si sono fidati, regolandosi di conseguenza con sbrigativa convinzione e brutale superiorità.

Questo soprattutto si capisce attraverso documenti inediti e segreti dalla lettura - a tratti deterministica, a tratti appassionante - de Il golpe inglese di Mario J. Cereghino e Giovanni Fasanella (354 pagine, 16 euro) che Chiarelettere ha appena mandato in libreria.

L'ultimo bagaglio del duce e di Claretta

Enrico Franceschini

Se l'è portata via un anonimo compratore: chissà se è un nostalgico del ventennio, un collezionista di cimeli della seconda guerra mondiale o un ricercatore che vuole toccare con mano un pezzo della nostra storia. La valigia di Benito Mussolini, un vecchio borsone di pelle contenente una uniforme di ricambio per lui e un vestitino di lana color ruggine per Claretta Petacci, il bagaglio che il duce e la sua amante portarono con sé nell'ultima fuga alla fine di aprile del 1945, finita con la fucilazione di entrambi per opera dei partigiani nei pressi di Dongo, era stata messa all'asta in America dalla Heritage Auctions, una delle più stimate case d'aste del mondo.

venerdì 16 settembre 2011

Mussolini, i generali, la guerra...

di Eugenio Di Rienzo


Subito dopo la fine del secondo conflitto mondiale negli ambienti neo-fascisti si accreditò la convinzione che la sconfitta italiana non era dovuta alla responsabilità di Mussolini ma a quella dei suoi generali accusati di avergli nascosto la nostra impreparazione militare per compiacere i suoi sogni di gloria. Allora si parlò addirittura del frettoloso spostamenti di carri armati, aerei, pezzi di artiglieria pesante da una base all’altra, in occasione delle visite del Capo del Governo, per persuaderlo che l’impeto della famosa «foresta di 8 milioni di baionette bene affilate e impugnate da giovani intrepidi e forti» sarebbe stato appoggiato dallo spiegamento di un formidabile apparato tecnologico.  Che questa leggenda metropolitana contenga almeno un nocciolo di verità lo dimostra il volume ora tradotto in italiano di John Gooch, professore emerito di Storia internazionale all’Università di Leeds: Mussolini e i suoi generali. Forze armate e politica estera fascista 1922-1940, Gorizia, Libreria Editrice Goriziana, 2011, pp. 763, € 30,00.

lunedì 12 settembre 2011

Ricciardelli, l'amico e collega di Palatucci che finì a Dachau

L’Ufficio di Presidenza dell’Associazione Amo Montemarano, in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, organizza il convegno dal titolo: “Servire la Patria. L’Esempio di un Compaesano, un Questore, un uomo Giusto: dott. Feliciano Ricciardelli”. L’appuntamento è per sabato 17 settembre alle ore 18:00 presso l’Auditorium dell’Edificio Scolastico di Montemarano.
Collega, amico e confidente di Giovanni Palatucci, Feliciano Ricciardelli fu capo dell’Ufficio Politico della Questura di Trieste mentre Palatucci era capo dell’Ufficio Stranieri della Questura di Fiume. Collaborò con quest’ultimo per mettere in salvo centinaia di perseguitati dal regime. Fu arrestato e deportato nel campo di concentramento di Dachau da cui riuscì a salvarsi.

Stella di David e Tricolore

di Anna Segre

“Stella di David e Tricolore, gli ebrei e la costruzione dell’Italia unita” è un progetto promosso da CulturaItalia, portale del ministero per i Beni e le attività culturali, in collaborazione con il progetto Judaica Europeana, in occasione delle celebrazioni per i 150 anni dall’Unità d’Italia. E’ uno spazio sul web aperto a tutti gli utenti che vogliono “raccontare attraverso testi, video, foto e audio il contributo ebraico alla vita sociale, culturale e politica del Paese …

venerdì 9 settembre 2011

Schiavi di Hitler: giustizia per le vittime italiane e greche del nazismo

Dal 12 al 16 settembre si terrà presso la Corte internazionale di giustizia a L’Aia il dibattimento inerente il ricorso presentato dalla Germania contro l’Italia per le sentenze della nostra Corte di Cassazione in merito alle cause giudiziarie in corso relative allo   sfruttamento del lavoro coatto di oltre settecentomila internati militari e civili italiani deportati dopo l’8 settembre 1943, agli eccidi compiuti dall’esercito tedesco contro i civili sugli Appennini nel corso della 2a guerra mondiale e all'esecutività in Italia delle sentenze dei tribunali greci relative alla strage di Distomo. Un appuntamento delicatissimo. Il Centro di ricerca "Schiavi di Hitler" lancia l'allarme: "Noi temiamo che con il processo a L’Aia si vogliano chiudere definitivamente i capitoli dolosi e dolorosi della nostra storia a cui non si è voluto per oltre sessantacinque anni rendere giustizia".


Secondo il Centro di ricerca "Schiavi di Hitler": "la difesa dell’immunità degli stati trova la convergenza del governo tedesco e di quello italiano, ribadita da una dichiarazione congiunta che affida al tribunale internazionale “il chiarimento su tale questione” contro la decisione della nostra massima Corte, che con chiarezza ha ribadito che gli stati non possono pretendere immunità quando commettono gravi crimini di guerra o crimini contro l'umanità".

Il documento, datato Cernobbio 8 settembre 2011 e firmato da Claudio Sommaruga, Valter Merazzi e Maura Sala, così prosegue:

"Critichiamo e condanniamo l’atteggiamento del governo tedesco, che rifiutando il riconoscimento delle responsabilità delle sue imprese e del nazismo antepone alla giustizia e alla storia degli individui gli interessi economici e le opportunità politiche. Nello stesso tempo critichiamo e condanniamo l’atteggiamento del governo italiano, che offende i suoi cittadini e la storia del Paese in nome della ragione di stato e sospende l’esecutività delle sentenze dei tribunali della Repubblica.

Ancora una volta la vicenda della deportazione per lavoro coatto e le stragi di civili sono oggetto di scambio in nome di interessi che nulla hanno a che fare con la dignità degli individui e delle nazioni.

Tutto questo è particolarmente grave nella comune dimensione europea e costituisce un’offesa a qualsiasi politica che sulla ”memoria” voglia costruire un patrimonio comune in grado di orientare e di essere di monito al presente, per preservarlo dagli errori e dalle tragedie del passato.

Ma c’è di più in questo processo che si apre a L’Aia, che va al di là dello spregio dei cittadini italiani e greci, macinati dalla guerra nazista e dalla real-politik di tutti i governi del dopoguerra, qualcosa su cui dobbiamo porre attenzione.

La corte è chiamata ad esprimere un giudizio e fare giurisprudenza sul delicato e decisivo confine fra diritto individuale e responsabilità istituzionale.
In discussione a L’Aia c’è in generale il principio dell’immunità degli stati oltre“il punto di rottura dell'esercizio tollerabile della sovranità“, un principio che attiene il diritto internazionale dei popoli nel presente.

Storia della nazione e dei suoi cittadini, diritti individuali e collettivi sono in discussione in una causa ignorata dai media e coperta dal silenzio degli stati.

Riteniamo indispensabile in questa occasione fare sentire la nostra protesta e invitiamo quanti provano la nostra stessa preoccupazione ed indignazione a fare sentire la loro voce in tutte le sedi che giudicheranno più opportune".

               

Chi intende porre la sua firma in calce a questo documento può comunicarlo scrivendo a: info@schiavidihitler.it.

Informazioni e notizie su: www.schiavidihitler.it

Roma. La Repubblica senza segreti

di Mario Avagliano

Storia on line. Consultabili tremila documenti, dagli editti di Pio IX alle lettere di Mazzini, compresa la straordinaria raccolta dei giornali popolari dell'epoca. Il mio articolo su Il Messaggero del 9 settembre 2011, a pagina 23. 

giovedì 8 settembre 2011

8 settembre 1943: la rimozione

di Marco Ficarra

L’8 settembre è una data che nell’immaginario collettivo è sinonimo di sconfitta. Quel giorno del 1943 gli italiani seppero attraverso la radio che l’Italia aveva firmato un armistizio con gli alleati angloamericani e non erano più al fianco dei tedeschi. Le alte gerarchie militari non avevano prestabilito un piano d’emergenza da comunicare ai propri soldati. I tedeschi, invece, un piano lo avevano già da tempo, perché si aspettavano una mossa di quel tipo, dopo l’arresto di Benito Mussolini.

martedì 6 settembre 2011

A Cava il 9 e 10 settembre il Web Festival 2011 per l'assegnazione degli Oscar del web

Il 9 e 10 settembre Cava de’ Tirreni (Sa) ospiterà il “Web Festival 2011” nell’ambito della IX edizione del “Premio Web Italia” per l’assegnazione degli Italian Web Awards. Un’intensa “due giorni” di incontri, workshop, seminari, talk show e momenti conviviali-ludici alla quale parteciperanno guru del web, le maggiori agenzie di comunicazione web italiane ed aziende leader a livello internazionale, tra cui Google. Gigi e Ross i mattatori della Cerimonia di Premiazione, in programma sabato 10 settembre nei Giardini di San Giovanni. La manifestazione, organizzata da Asso Web Italia e da Studio Vatore, con il patrocinio del Ministero dello Sviluppo Economico, della Provincia di Salerno e della Città di Cava de’ Tirreni, rappresenta il gran galà finale della IX edizione del “Premio Web Italia” per l’assegnazione degli Italian Web Awards – Oscar del web.

lunedì 5 settembre 2011

23. Un eccidio a Bolzano... Una storia dimenticata

Un nuovo libro affronta il tema dell'eccidio nazista avvenuto a Bolzano all'alba del 12 settembre 1944. Un eccidio dimenticato, mai indagato né da storici né da tribunali, nel quale furono assassinati 23 giovani, che erano stati rinchiusi nel campo di concentramento di Bolzano. La ricerca è stata avviata nel 2003 da Carla Giacomozzi, che dal 1995 ha iniziato presso l'Archivio Storico della Città di Bolzano il Progetto "Storia e memoria: il Lager di Bolzano", e svela i veri motivi dell'operazione. 

Giorgina Arian Levi (1910-2011). Centouno anni in cammino verso la libertà

Cordoglio ed emozione, a Torino e in Italia, per la scomparsa di Giorgina Arian Levi. Ebrea torinese, combattente per la libertà, esponente politica, docente, storica, giornalista, Giorgina aveva da poco festeggiato, nella Casa di riposo della Comunità ebraica di Torino, i 101 anni ed era stata insignita recentemente dal sindaco Chiamparino della massima onoreficenza dedicata a un cittadino del capoluogo piemontese, il sigillo della città. Nel libro "Gli ebrei sotto la persecuzione in Italia. Diari e lettere 1938-1945" (Einaudi 2011), di Mario Avagliano e Marco Palmieri, sono pubblicate una lettera di Giorgina del periodo della persecuzione razziale e una lettera del marito Heinz Arian.

giovedì 1 settembre 2011

Bidussa: Shoah. La parola e la cosa

di David Bidussa


La parola shoah scompare dai manuali di storia adottati nel sistema scolastico francese.
Si può discutere tanto del modo in cui quella decisione è stata presa. Credo che sia più proficuo discutere del fatto che le parole hanno una storia. Perché in quella storia ci siamo noi.