mercoledì 29 febbraio 2012

Quel comunista di Eduardo: tenetelo d’occhio

di Mario Avagliano

Napoli, seconda metà degli anni Cinquanta. Il 1956 è stato un annus horribilis per il Pci: prima le denunce di Krusciov al XX congresso del Pcus contro i crimini di Stalin, quindi i carri armati sovietici a Budapest per soffocare la rivolta degli ungheresi. Molti intellettuali hanno abbandonato il partito, da Italo Calvino a Natalino Sapegno, fino ad Antonio Ghirelli ed Elio Vittorini. L’obiettivo di Botteghe Oscure è quello di allontanare la memoria dei fatti di Ungheria, anche attraverso l’Associazione Italia-Urss, che si pone l’obiettivo di «creare proseliti per il Pci negli ambienti intellettuali». Per acquistare nuovi consensi cosa può avere più appeal della nomina alla presidenza della struttura napoletana di uno degli intellettuali più noti e prestigiosi della Penisola, Eduardo De Filippo?

“Mamma, qui l’inverno non finisce mai”: la recensione di Voci dal lager di Pagine Ebraiche

“La primavera già fiorisce, ma qui non c’è primavera, è inverno eterno ed un vento terribile soffia e penetra fra gli interstizi e le pareti troppo sottili. Mamma, mamma aiutami tu, mamma solo tu mi puoi ancora dare la forza di vivere e tornare… mamma vieni stanotte in sogni ti attendo”. Gli stenti, la paura, la sofferenza riecheggiano nelle parole furtivamente annotate da Lidia Beccaria Rolfi nel suo taccuino clandestino, testimonianza scritta dell’orrore del lager di Ravensbrück. Si arriva il 21 di mattina a Mauthausen, sembra la liberazione uscire da quei fetidi vagoni. Incominciava invece il calvario” scrive nel suo diario Pietro Tavazza, funzionario comunista deportato nel campo di concentramento austriaco. Lettere, diari clandestini, biglietti lanciati dai treni, attraverso questa imponente quanto tragica mole di documenti, Mario Avagliano e Marco Palmieri ricostruiscono nel loro Voci dal Lager (Einaudi) la storia dei deportati politici italiani durante la seconda guerra mondiale. “Una pagina purtroppo ancor poco conosciuta – spiega Avagliano –che noi abbiamo cerato di raccontare attraverso la voce dei testimoni; un lavoro che va ad affiancarsi alle pubblicazioni precedenti su Gli internati militari italiani (Einaudi, 2009) e Gli ebrei sotto la persecuzione in Italia (Einaudi, 2011).

Banca della Memoria ebraica a Roma

La storia di una generazione che ce l'ha fatta guidando il riscatto di una realtà chiamata ad emergere dalla devastazione e a scrivere un nuovo capitolo della sua appassionante e plurimillenaria vicenda. 
È stata presentata al centro Il Pitigliani, davanti ad un pubblico folto e partecipe, la prima banca della memoria ebraica. Un inedito progetto web dedicato alla Comunità di Roma, realizzato dal Centro di Cultura Ebraica con i fondi dell'Otto per Mille dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, che è finalizzato a ricostruire, attraverso le parole di alcuni protagonisti di vita comunitaria, i passaggi più significativi vissuti dall'ebraismo capitolino dai giorni della Liberazione ai primi anni Ottanta. Politici, rabbini, intellettuali, artisti e giornalisti: le testimonianze di chi ha contribuito alla rinascita, ora consultabili sul sito www.memoriebraiche.it, si snodano lungo un percorso di reminiscenze individuali e collettive.

mercoledì 15 febbraio 2012

Gli intellettuali spiati dai gendarmi (1945-1980)

di  Mario  Avagliano

Roma, anni Sessanta. In uno scalcagnato teatro off di via Belli, il Beat 72, dove hanno mosso i primi passi Carmelo Bene e Memè Perlini (e più tardi calcheranno la scena Roberto Benigni e Mario Martone), si tengono spettacolini che disturbano l’Oltretevere. I questurini annotano che il patron Ulisse Benedetti «ha richiesto la licenza per poter tenere pubblici intrattenimenti danzanti». Ma non si fa la danza del ventre: la «sacra messa» viene, come in un sabba demoniaco, oltraggiata dall’«attrice Trombetti Laura, ovvero Laura Betti» che, con capelli cotonati e occhi contornati da una pesante sottolineatura di eyeliner, si esibisce in «una Messa rossa con spogliarello».

Cos’ha da spartire l’attrice Laura Betti con gli scrittori Italo Calvino, Carlo Cassola ed Elsa Morante, i pittori Renato Guttuso ed Ernesto Treccani, i registi Pier Paolo Pasolini ed Elio Petri, i giornalisti Giorgio Bocca e Giampiero Mughini e tanti altri intellettuali, artisti ed uomini di spettacolo della Prima Repubblica pedinati dalla polizia e dai carabinieri? Sono personaggi che nessuno si aspetterebbe di ritrovare in mattinali e faldoni della Questura. Eppure sotto controllo per anni ci sono stati proprio loro, a causa dell’appartenenza o vicinanza al Psi e al Pci (e in seguito ai gruppuscoli di estrema sinistra), come rivela il bel libro di Mirella Serri Sorvegliati speciali. Gli intellettuali spiati dai gendarmi (1945-1980), in uscita il 16 febbraio da Longanesi (pp. 279, euro 18).

martedì 14 febbraio 2012

In Memoriam: Aktion T4, lo sterminio nazista delle persone con disabilità

Attraverso documenti e fotografie la mostra“In Memoriam Aktion T4. Lo sterminio nazista delle persone con disabilità - alla Casa della Memoria e della Storia di Roma dal 16 febbraio al 6 marzo 2012 - riporta all’attenzione del pubblico la tragedia delle pratiche di uccisione condotte dai nazisti sulle persone con disabilità. Cominciata fra il 1939 e il 1945, è la storia dolorosa, ma spesso dimenticata, della soppressione scientifica dei più deboli, coloro che non rientravano nei parametri di perfezione e produttività elaborati dalla logica nazista. Seguendo il percorso espositivo si comprende come l’Aktion T4 rappresenti in scala ridotta la “prova generale” per la messa a punto, nel senso anche burocratico del termine, dell’Olocausto. 33 pannelli mostrano il quadro completo di quello che avvenne, con singole testimonianze, l’illustrazione degli esperimenti medici condotti sui bambini ed infine il dopoguerra, con il processo di Norimberga ai medici nazisti, a cui seguì il silenzio e l’indifferenza di oltre venti anni, interrotto da alcuni psichiatri di nuova generazione che sollevarono l’imbarazzante velo su questa pagina di storia. La mostra, curata dall'Anpi Roma Lazio in collaborazione con l'Avi, sarà inaugurata il 16 febbraio alle 17.30.

venerdì 10 febbraio 2012

KZ Musik: le note del dolore e della speranza

Dopo 22 anni di ricerche e 10 anni di registrazioni discografiche è stata pubblicata l'Enciclopedia discografica della musica concentrazionaria KZ MUSIK in 24 CD–volumi più un libro (Musikstrasse Roma) del pianista Francesco Lotoro. L'Enciclopedia è stata presentata nella cornice della Sala delle Colonne presso la Camera dei Deputati; i lavori sono stati introdotti e moderati da Fiamma Nirenstein, vicepresidente Commissione Esteri della Camera. Oltre all'autore partecipavano alla conferenza Silvia Godelli, assessore al Mediterraneo della Regione Puglia, il professor Franco Piperno, ordinario di Musicologia e Storia della musica presso l'Università La Sapienza di Roma, il dottor Franco Bixio, presidente della Musikstrasse ed editore dell'Enciclopedia.

giovedì 9 febbraio 2012

Voci dal lager: quelli del Triangolo Rosso

Nel dopoguerra gli ex deportati si trovarono «immersi in un dolore che rifiuta l'espressione narrativa, nel tentativo di rimuovere un'esperienza inquietante». Alla paura di non essere creduti si aggiunsero il senso di colpa per essersi salvati, il desiderio collettivo di voltare pagina, il rifiuto di editori, storici, mass media di ascoltare e di far conoscere quanto era accaduto. Per lungo tempo la memoria della deportazione italiana è cosí rimasta in una zona d'ombra, soprattutto quella che ha riguardato i deportati politici e i prigionieri nelle carceri del Reich, arrestati in quanto membri di bande partigiane o resistenti civili.
Voci dal lager raccoglie le loro lettere, ufficiali e clandestine, e i biglietti lanciati dalle tradotte ferroviarie, con un'appendice dedicata ai lavoratori coatti. L'obiettivo è duplice: recuperare fonti inedite che altrimenti rischierebbero di andare perdute, e soprattutto colmare quel vuoto di conoscenza che ha interessato un periodo importante della nostra storia.

Napoleone II, l'eroe nato per la gloria ma destinato all'esilio

di Mario Avagliano

È una notte fredda, quella del 14 dicembre 1940 a Parigi. In giro c’è poca gente, la città è stretta nella morsa dell’occupazione nazista. È in quell’atmosfera buia che torna in Francia, da cui è stato strappato via a soli tre anni e non ha mai più rivisto, il figlio di Napoleone. O meglio, la sua salma, visto che l’Aiglon (l’aquilotto), il nome col quale è passato alla storia, è morto il 22 luglio 1832 all’età di ventuno anni in Austria, terra natale di sua madre Maria Luisa, arciduchessa della casa d’Asburgo. Termina così il lungo esilio del figlio di Napoleone Bonaparte, la cui sfortunata vicenda è ritratta con accuratezza e passione da Alessandra Necci in Il prigioniero degli Asburgo. Storia di Napoleone II re di Roma (Marsilio, pp. 384, euro 19).

Dalla giornata della SHOAH agli I.M.I. senza fissa dimora...

di Claudio Sommaruga

Come testimone diretto e interessato della nascita e dell'evolvere della Legge riguardo la Giornata della memoria rilevo che c'era una volta il "27 gennaio ", segnalato soprattutto alle scuole e dedicato alla memoria della Shoah nei KL di eliminazione; poi venne esteso anche alla memoria dei Lager dei deportati politici civili, pure essi da eliminare ma col lavoro forzato e ai Lager di concentramento degli I.M.I., di vocazione badogliani ma considerati forza di lavoro o potenziali collaboratori militari del Reich o della repubblica di Salò. Questa ammucchiata è stata pensata probabilmente per non complicare particolarmente le scuole con tre giornate di memorie dei Lager.

domenica 5 febbraio 2012

Stragi naziste, Berlino non ci risarcirà

di Mario Avagliano

La fragile Europa dei conti in rosso e del malandato euro, subisce un colpo mortale anche alla sua Memoria e alla sua Storia. Quella tragica del nazismo e della Germania, che negli anni della seconda guerra mondiale aveva insanguinato con efferate stragi il suolo delle nazioni europee occupate, alimentando la sua macchina bellica con la deportazione o il trasferimento forzoso di milioni di persone. Comprese svariate centinaia di migliaia di italiane e di italiani (ebrei, politici, internati militari, lavoratori coatti), trattati come “pezze da lavoro” e in molti casi sfruttati fino all’ultimo respiro.
L’antefatto è noto. Una sentenza della Corte di Cassazione italiana aveva riconosciuto ai familiari delle vittime dei crimini del Terzo Reich il diritto a ricevere indennizzi individuali dalla Germania. La Corte internazionale di giustizia dell’Onu, che ha sede all’Aja, ha accolto il ricorso del governo tedesco guidato da Angela Merkel avverso tale sentenza.

venerdì 3 febbraio 2012

Memoria: duecento parole da non dimenticare

Duecento parole da non dimenticare, da scolpire nella mente. Parole che  risuonano, fra le altre, nella Giornata della Memoria. Ogni vocabolo suscita tuttora un ricordo, ogni termine si ricollega a una delle epoche più buie della storia d'Italia, dalle leggi razziali fasciste del '38 fino all'occupazione nazista del '43-44. Solo una ventina di vocaboli, in lettere maiuscole, hanno potuto salvare parte degli Ebrei italiani ed hanno permesso il recupero morale di parte  dell'Italia stessa.

mercoledì 1 febbraio 2012

Il diario dell’ammiraglio. Storie di mare e avventure nei porti di mezzo mondo

Quando ha gettato l’áncora in una terra rigorosamente non bagnata dal mare, Giampaolo Falciai deve aver comunque continuato a sentire la brezza degli avventurosi anni che hanno segnato la sua vita di marinaio. Così è nato questo “Il diario dell’ammiraglio” (Albatros, pp. 129, euro 13.90) che, dunque non per caso, parte proprio da una dimora in terraferma, il casale in Umbria e, soprattutto, dalla curiosità di un bambino. E’ il nipotino ad aprire la breccia, rimasto a bocca aperta di fronte alle foto del nonno sul ponte di navi guerresche e al fascino del sestante e di un modellino di veliero trovato a Rodi, ben sistemati nello studio. Poi, sfogliando l’album delle fotografie mostrate con un giustificata soddisfazione mista a sana auto ironia, Giampaolo Falciai evidentemente prende, proprio in quel momento, carta e penna.