di
Mario Avagliano
Napoli, seconda metà
degli anni Cinquanta. Il 1956 è stato un annus horribilis per il
Pci: prima le denunce di Krusciov al XX congresso del Pcus contro i crimini di
Stalin, quindi i carri armati sovietici a Budapest per soffocare la rivolta
degli ungheresi. Molti intellettuali hanno abbandonato il partito, da Italo
Calvino a Natalino Sapegno, fino ad Antonio Ghirelli ed Elio Vittorini.
L’obiettivo di Botteghe Oscure è quello di allontanare la memoria dei fatti di
Ungheria, anche attraverso l’Associazione Italia-Urss, che si pone l’obiettivo
di «creare proseliti per il Pci negli ambienti intellettuali». Per acquistare
nuovi consensi cosa può avere più appeal della nomina alla presidenza della
struttura napoletana di uno degli intellettuali più noti e prestigiosi della
Penisola, Eduardo De Filippo?









