Visualizzazione post con etichetta Repubblica Romana. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Repubblica Romana. Mostra tutti i post

martedì 1 luglio 2014

Gemellare Roma e Napoli. Un sogno che si rifà al passato

di Mario Avagliano e Felice Cipriani

Nel nostro percorso di scrittori della Memoria, non manchiamo di seguire le vicende delle nostre squadre del «cuore»: la Roma e il Napoli.

In questo frangente, al dolore per la morte di Ciro Esposito ci accompagnano la tristezza e la rabbia perché essa rischia, come in altre occasioni, di essere dimenticata. Nessuno di noi potrà dirsi innocente, se non faremo fino in fondo la nostra parte per eliminare ogni forma di violenza dalle manifestazioni calcistiche e tornare alla sana passione di una volta.

Felice, che è più in età, ricorda le sue consegne pomeridiane del pane con il triciclo per poter acquistare il biglietto della partita e quei Roma-Napoli degli anni cinquanta, quando i tifosi della città partenopea percorrevano la Via Appia (non c’era l’autostrada) e arrivati a piazza dei Re di Roma venivano accolti dai romanisti con sberleffi, lazzi, folclore e tric trac. I ricordi di Mario sono legati ai riccioli e al genio di Diego Armando Maradona e a quei coloratissimi derby del Sole degli anni Ottanta in cui romanisti e napoletani, uniti da un gemellaggio, da buoni cugini fraternizzavano e sognavano insieme di porre fine allo strapotere calcistico delle squadre del nord.

mercoledì 11 luglio 2012

Massoneria. Il Museo delle sorprese

di Mario Avagliano

Odiati. Perseguitati. Temuti. Accusati già a partire dal Settecento di essere i burattinai occulti del potere politico ed economico e gli autori dei più terribili complotti, magari in combutta con i “perfidi giudei”. I papi cattolici li scomunicarono. Il fascismo li bandì dalla società civile, assaltando e distruggendo le loro sedi, anche se diversi gerarchi e uomini di rilievo del regime (da Achille Starace ad Alberto Beneduce) erano massoni. È la storia della massoneria italiana, che nel 2017 compierà tre secoli di vita. Una storia che però vide i massoni anche protagonisti del Risorgimento, primo fra tutti Giuseppe Garibaldi, che quando nel luglio del 1862 sbarcò in Sicilia per allestire la fase decisiva della spedizione che ebbe come motto “Roma o morte”, fece iniziare in loggia il suo stato maggiore, compreso il figlio Menotti.

giovedì 29 marzo 2012

Roma, il condominio di via Principe Amedeo 2 dice no alla targa per ricordare l’esistenza in quel palazzo nel ’44 della Pensione Oltremare della banda Koch

Può un condominio impedire a una città di ricordare? Può un condominio a maggioranza decidere che la targa sulla Pensione Oltremare della Banda Koch non deve essere oggetto di una targa? Una targa in cui ricordare le decine e decine di persone lì torturate e a volte uccise durante i mesi dell’occupazione tedesca a Roma (sono 44 gli omicidi imputati a Koch).
Via Principe Amedeo 2. Roma. All’ultimo piano c’è oggi la redazione di Radio Radicale. Più sotto alcuni alberghetti tipici dell’area Termini. Fuori ristoranti per passeggeri, più un banco di un venditore bengalese. Possibile che questo luogo debba essere tenuto al di fuori della storia e dei crimini commessi in anni molto vicini a noi?
Il Comune ha comunque un modo per intervenire: mettere sulla pubblica strada un cippo, un’insegna, insomma qualcosa. Questo il Comune lo può fare, se vuole farlo.
Qui di seguito il post pubblicato dalla sezione Anpi Esquilino “don Pappagallo”:

martedì 6 marzo 2012

Roma. La Repubblica degli stranieri

di Mario Avagliano

Roma, 3 luglio 1849. Ultime ore della Repubblica. Mentre il triumviro Giuseppe Mazzini verga un ultimo commosso proclama ai romani, l’esercito francese del generale Oudinot avanza lentamente da piazza del Popolo lungo via del Corso, in un silenzio tombale. “L’entrata dei francesi somigliò piuttosto a un corteo funebre che a un trionfo. Essi non riuscirono a trovare una persona che gli indicasse le caserme che gli erano state assegnate. I quattro primi individui che si rassegnarono a servirgli da guida caddero sotto i colpi dei pugnali dei loro compatrioti. Queste scene provano il patriottismo esaltato dei Romani. Un simile popolo è degno che si versi il sangue per lui”.
La cronaca dal vivo è dell’anziano colonnello Fijalkowski, che guida i duecento soldati della legione polacca, accorsi in difesa dell’esercito di straccioni in blusa rossa guidato da Giuseppe Garibaldi, sventolando fieramente la bandiera polacca e la sciarpa tricolore italiana. L’epopea della Repubblica romana, proclamata il 9 febbraio 1849 e durata neppure cinque mesi, è stata scritta anche da quel pugno di polacchi senza più patria, e da centinaia di francesi, belgi, bulgari, tedeschi, spagnoli, olandesi, ungheresi, americani, svizzeri, inglesi, perfino un finlandese, innamorati degli ideali di libertà, uguaglianza, fraternità della rivoluzione francese. Una brigata internazionale di volontari che, circa un secolo prima della guerra di Spagna, si mobilitò da ogni angolo d’Europa per contribuire alla disperata resistenza di Roma.

venerdì 9 settembre 2011

Roma. La Repubblica senza segreti

di Mario Avagliano

Storia on line. Consultabili tremila documenti, dagli editti di Pio IX alle lettere di Mazzini, compresa la straordinaria raccolta dei giornali popolari dell'epoca. Il mio articolo su Il Messaggero del 9 settembre 2011, a pagina 23. 

sabato 20 agosto 2011

L'avventura di Ciceruacchio da carrettiere a eroe di piazza

di Mario Avagliano

È il 15 novembre del 1848. Sotto il Palazzo del Quirinale migliaia di romani inscenano una turbolenta manifestazione per chiedere "un ministro democratico, la costituente italiana e la guerra all'Austria". A guidarli è un carrettiere dagli occhi di fuoco, con la barba risorgimentale e qualche ricciolo ribelle, che di mestiere trasporta vino dai Castelli al porto di Ripetta e parla solo in romanesco. Si chiama Angelo Brunetti, anche se è conosciuto nei vicoli dell’Urbe come Ciceruacchio, ovvero cicciottello, il soprannome che gli ha affibbiato la madre fin da quando era piccolo e scorazzava nella polvere del rione popolare di Campo Marzio. La sua storia è stata raccontata da Claudio Modena nel bel libro Ciceruacchio. Angelo Brunetti, capopopolo di Roma, edito da Mursia (pagine 316, euro 20), che meritoriamente traccia un documentato profilo biografico dell’eroe, che fu mirabilmente interpretato da Nino Manfredi nella pellicola di Luigi Magni “In nome del popolo sovrano” (1990). - (Il Messaggero, 20 agosto 2011, pagina 1 e pagina 19)