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lunedì 13 ottobre 2014

Cazzullo e la Grande Guerra dei dolori senza voci né eroi

di Mario Avagliano
La Grande Guerra 1914-1918, che noi italiani chiamiamo del 15-18, è l’unica guerra senza eroi di vaglia. Non ci fu un Annibale, un Cesare, un Alessandro Magno. Né ci furono statisti o generali famosi, a differenza della seconda guerra mondiale. Oggi soltanto gli storici, tanto per restare sul fronte italiano, si ricordano del generale Luigi Cadorna, oppure di Salandra e di Orlando. I veri eroi di quel conflitto di un secolo fa, come scrive Aldo Cazzullo, furono i semplici fanti. Fu davvero, come recita il titolo del suo nuovo saggio, La guerra dei nostri nonni (Mondadori, 264 pagine, 17 euro).
Con la penna del brillante cronista ma anche l’acume del saggista attento e documentato, attraverso lettere, diari e testimonianze anche inedite, Cazzullo ci conduce nell'abisso del dolore del primo conflitto mondiale. Le vicende di alpini, arditi, prigionieri, poeti e scrittori in armi (come Giuseppe Ungaretti e Curzio Malaparte) s’incrociano con quelle di crocerossine, prostitute, spie, inviate di guerra, persino soldatesse in incognito.

martedì 29 luglio 2014

La Grande Guerra. Poveri diavoli ed eroi, le storie dei combattenti

di Mario Avagliano

L'ultimo reduce della Grande Guerra del '15-'18, il bersagliere Delfino Borroni, è scomparso nel 2008 all'età di 110 anni. E gli eroi italiani della prima guerra mondiale, pur essendo l'Italia uscita vittoriosa da quel conflitto, sono nomi sconosciuti e poco o per niente giocati nel discorso politico e storico del nostro Paese, pur essendo presenti nella toponomastica di tutte le città d'Italia, con l'intitolazione di vie, piazze, scuole e istituzioni.
Il 4 novembre, giorno del trionfo italiano nel 1918, dopo la battaglia di Vittorio Veneto, non è neppure più festa. E anche il bellissimo film di Mario Monicelli con Alberto Sordi e Vittorio Gassman, intitolato appunto "La Grande Guerra", che contribuì alla demitizzazione della storiografia patriottica e romantica di quel conflitto, è inspiegabilmente tra i meno programmati dalle reti televisive.
Avvicinarsi a quegli italiani dell'Ottocento, sbattuti in trincea in quella prima immane carneficina massificata della Storia, non è affatto semplice, anche perché essi furono "oggetto di manipolazione e costruzione postuma a uso e consumo di questa e quella causa", in particolare quella fascista, come osserva Paolo Brogi in "Eroi e poveri diavoli della Grande Guerra" (Imprimatur, pp. 208, euro 15). C'è infatti un problema di fonti e di versioni dalle quali ricavare criticamente ciò che ci resta di quelle gesta.



mercoledì 8 maggio 2013

La Grande Guerra digitale

di Mario Avagliano

25 maggio 1915, Piazza del Quirinale: il momento
della dichiarazione di guerra dell'Italia  
Finora la storia della prima guerra mondiale del 1914-1918, che solo sul fronte italiano provocò oltre 700 mila vittime e più di un milione tra mutilati e feriti, era stata raccontata attraverso saggi storici, libri cult come Addio alle armi di Ernest Hemingway, oppure film come Orizzonti di gloria di Stanley Kubrick o La Grande Guerra di Mario Monicelli. In vista del centenario del 2014, l’Europa ha pensato di raccogliere le storie personali dei reduci, andando a rovistare nei cassetti e nei bauli dei familiari di chi visse quell’esperienza, alla ricerca di lettere, diari, disegni, ritagli di giornali, cimeli risalenti a quel periodo cruciale.
La creazione di un portale internet dedicato da parte di Europeana, il grande archivio digitale europeo, e i collection day, gli appuntamenti di raccolta dei materiali, che hanno  toccato, a partire dal 2011, Germania, Belgio, Francia, Gran Bretagna, Slovenia, Danimarca,  Lussemburgo, Irlanda, Cipro e, per quanto riguarda l’Italia, Trento (il 16 marzo scorso), hanno consentito di collezionare già 56 mila reperti della Grande Guerra, digitalizzati e pubblicati on line. Lettere d’amore dal fronte, bracciali realizzati in trincea con le pallottole dei nemici, divise di soldati, armi, immagini dei campi di prigionia, consultabili anche su pc, tablet e smartphone.

mercoledì 28 novembre 2012

Il fatale 1911, l’anno del Cinquantenario d’Italia e delle Esposizioni di Roma, Torino, Firenze

di Mario Avagliano

Il 1911 non è un anno qualsiasi per l’Italia. Si celebra il cinquantenario della fondazione della Nazione, il cui popolo di lì a poco si sarebbe forgiato nelle trincee della Grande Guerra, primo luogo fisico d’incontro tra piemontesi e siciliani, lombardi e campani, pugliesi e toscani. In quei mesi di festeggiamenti l’Italietta giolittiana, come viene sprezzantemente definita da qualcuno la nostra penisola, dimostra un’incredibile vitalità e capacità d'innovazione e di creatività. Torino, Firenze e Roma, le tre capitali storiche del Paese, ospitano una serie straordinariamente ricca di iniziative nell'ambito dell'Esposizione Internazionale del 1911, la grande manifestazione realizzata per propagandare il traguardo dello Stato Unitario.
La storia di quell’avvenimento così importante del vissuto italiano è stata ricostruita in modo sapiente ed esaustivo da Stefania Massari, già direttore dell’Istituto Nazionale per la Demoetnoantropologia e stimata studiosa e saggista, in un prezioso volume intitolato Il fatale Millenovecentoundici. Le Esposizioni di Roma, Torino, Firenze (Palombi editore, pp. 304, euro 40), arricchito da un corredo iconografico in larga parte inedito e di particolare fascino e suggestione, che consente di far rivivere l'atmosfera bohémien ed elegante di quegli anni di primo Novecento.

lunedì 5 novembre 2012

Al via il centenario della Grande Guerra

''Con la mostra 'Verso la Grande Guerra', inaugurata sabato 3 novembre al Vittoriano e aperta al pubblico dal 4 novembre, prende il via ufficialmente la commemorazione del centenario della Prima Guerra Mondiale'', afferma Paolo Peluffo, sottosegretario alla presidenza del Consiglio e presidente del Comitato per la commemorazione. ''La Grande Guerra e' stato un passaggio fondamentale nel processo di costruzione del nostro Paese perche' e' nell'affratellamento delle trincee il primo momento vero in cui si sono 'fatti' gli italiani''.