lunedì 5 settembre 2011

Giorgina Arian Levi (1910-2011). Centouno anni in cammino verso la libertà

Cordoglio ed emozione, a Torino e in Italia, per la scomparsa di Giorgina Arian Levi. Ebrea torinese, combattente per la libertà, esponente politica, docente, storica, giornalista, Giorgina aveva da poco festeggiato, nella Casa di riposo della Comunità ebraica di Torino, i 101 anni ed era stata insignita recentemente dal sindaco Chiamparino della massima onoreficenza dedicata a un cittadino del capoluogo piemontese, il sigillo della città. Nel libro "Gli ebrei sotto la persecuzione in Italia. Diari e lettere 1938-1945" (Einaudi 2011), di Mario Avagliano e Marco Palmieri, sono pubblicate una lettera di Giorgina del periodo della persecuzione razziale e una lettera del marito Heinz Arian.


“Mi associo – afferma, in un messaggio rivolto agli ebrei torinesi e al sindaco di Torino Piero Fassino, il Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna – al dolore per la scomparsa di Giorgina Arian Levi. E’ stata una grande figura di intellettuale, di storica di giornalista e di donna impegnata in politica, parlamentare diverse legislature. Si è sempre battuta in difesa della libertà e della giustizia e si impegnata per la trasmissione ai giovani della storia del popolo ebraico e della Shoah. Con lei scompare una grande figura dell’ebraismo torinese”.
“Con la sua dolce voce e la sua forte personalità – ha affermato la vicepresidente UCEI Claudia De Benedetti – ha restituito alla memoria di noi torinesi gli anni più tragici del secolo scorso Dall’esilio alla scrittura, ha vissuto cent’anni senza mai stancarsi di trasmettere il suo pensiero di donna coraggiosa. Del periodo nazi-fascista in Italia ricordava la sofferenza di alcuni uomini e la crudeltà di tutti gli altri, l’ammazzare di fretta.“Non si prendevano nemmeno il tempo di uccidere.” ripeteva e aggiungeva decisa: “Ciò che non ti ammazza ti apre la testa. Da lei ho imparato l’amore per la libertà, libertà che va difesa per impedire che la Shoah possa anche solo scomparire dai libri di Storia”.
Più volte protagonista, a Torino e altrove, della Giornata europea della cultura ebraica, proprio questa sera la sua Comunità la ricorderà mettendo in scena una riduzione teatrale tratta dal suo studio storico “Fuori dal ghetto”, dedicato alle libertà civili conquiestate nel 1848.
Figlia di Gemma Montagnana, sorella di Rita Montagnana (moglie di Palmiro Togliatti), Giorgina Arian Levi dopo la laurea in Lettere all’Università di Torino ha poi insegnato al liceo classico Vincenzo Gioberti. Saggista e storica, studiosa del movimento operaio, dell’ebraismo e dell’America Latina, nel 1939 emigrò in Bolivia con il marito tedesco, il medico Heinz Arian (anche lui ebreo), a seguito della promulgazione delle leggi razziste. Rientrata in Italia nel 1946, ha svolto un’intensa attività politica nel Partito Comunista Italiano, che ha rappresentato prima come consigliere comunale a Torino e poi come membro della Camera dei deputati (1963-1972), dove ha inoltre ricoperto la carica di segretario della Ottava commissione (Istruzione e Belle arti) (1968-1972). Nel 1975 ha fondato e diretto per molti anni il bimestrale ebraico torinese Ha Keillah (la Comunità), organo del Gruppo di Studi Ebraici di Torino.
Lo scorso anno per il suo centesimo compleanno ha ricevuto presso la Sala Rossa del municipio di Torino, il prestigioso riconoscimento del Sigillo della città.
Per la Giornata della cultura ebraica 2010 era stata al centro dei festeggiamenti della Comunità di Torino. In una cerimonia organizzata dal Partito Democratico di San Salvario, a cui aveva ancora espressamente chiesto d’essere iscritta per il 2010, davanti alla Sinagoga di Torino, avevano partecipato diverse personalità della cultura e della politica in mezzo a centinaia di persone comuni e decine di giovani, ai quali Giorgina Arian Levi ha rivolto un appello nel suo breve intervento conclusivo: “Vi ringrazio tutti – ha detto – ho scoperto con sorpresa e soddisfazione d’aver fatto qualcosa di utile nella mia lunga vita. Ma se oggi io non posso più dare un grande contributo, voi non mollate, non mollate, non mollate mai”! “Sono grata alla mia città – aveva aggiunto – sono nata nell’austera e bella Torino. Qui ho combattuto in favore delle minoranze, ho lavorato per anni perché questa città diventasse per tutti e di tutti. In un secolo di vita ho potuto vivere con determinazione e impegno, testimoniando nelle scuole contro il razzismo e l’antisemitismo. Vorrei ricordare che la libertà e la democrazia sono l’unica strada per costruire una società sana”.
Il Consigliere UCEI Giulio Disegni, per tanti anni al suo fianco nel Gruppo di studi ebraici e nel giornale Hakeillah, aveva allora ricordato la valenza del suo impegno: “Si è battuta in campo ebraico e in campo politico – aveva detto – per i diritti delle donne, per i poveri, per i lavoratori, per gli studenti, per gli immigrati. In questo risiede la grande attualità della sua figura”.


(informazioni tratte da info.ucei)

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